Partiamo .....

È febbraio e sto viaggiando.

Non so ancora se chiamarlo davvero “viaggio”, ma sono partita. E questo, per ora, basta.

Fuori dal finestrino il paesaggio scorre lento, quasi timido.
I colori sono spenti, invernali, ma hanno qualcosa di rassicurante. Ho lo zaino con me, non è grande, dentro c’è l’essenziale e un po’ di spazio vuoto. Mi piace pensare che serva per quello che ancora non so.
Non ho un telefono che mi dice dove sono. Ho una cartina piegata male, qualche appunto scritto a penna e la sensazione costante di potermi perdere da un momento all’altro. Stranamente, non mi spaventa.

Cammino molto. Osservo. Mi fermo spesso senza un motivo preciso.

Entro in un bar solo perché mi piace la luce che filtra dalla vetrina.
Ordino qualcosa indicando il menu con il dito. Non capisco bene le parole, ma il sorriso è universale. Mi siedo, appoggio lo zaino a terra e mi sento… normale. Presente. Qui.

Il tempo scorre diverso quando viaggi così.
Non corre. Non rincorre niente.
Semplicemente passa, lasciandoti addosso una sensazione nuova, difficile da spiegare.

Non sto cercando monumenti.
Sto cercando me stessa in posti che non conosco.

Ogni strada è una possibilità.
Ogni svolta una piccola decisione presa senza pensarci troppo.
È una libertà silenziosa, fatta di passi, freddo sulle guance e pensieri che finalmente trovano spazio.

È febbraio del 2000 e non sto scappando.
Sto andando.

Non so ancora cosa tornerò a raccontare.
So solo che qualcosa si sta muovendo dentro di me, insieme a questo viaggio.
E ho la sensazione chiara che non sarà l’ultimo.

Zaino in spalla.
Cuore aperto.
Un po’ di follia, quanto basta.

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