Da Roma a Lefkada, passando per le persone

È ancora il 7 febbraio quando parto da Roma.

La città resta indietro piano, senza clamore. Salgo sul pullman con lo zaino sulle spalle e una strana calma addosso. Non sto correndo da qualcosa, sto andando verso.

Il viaggio è lungo, ma non pesa.
Sul pullman si parla. Si chiacchiera senza troppe domande, come succede quando sai che probabilmente non rivedrai quelle persone, ma per qualche ora siete tutti sulla stessa strada. C’è chi va, chi torna, chi non sa bene cosa sta facendo. Mi sento nel posto giusto.

Arrivo a Brindisi che è già sera.
Il porto ha quell’aria sospesa tipica dei luoghi di passaggio. Le luci si riflettono sull’acqua scura, il vento porta odore di mare e di partenze imminenti. Qui tutto sa di attesa.

Salgo sul traghetto per Igoumenitsa.
A bordo il tempo cambia ritmo. Le persone parlano lingue diverse, ma si capiscono lo stesso. C’è chi racconta viaggi già fatti, chi ne sta iniziando uno come me. Ci si siede vicino senza conoscersi, poi si finisce a parlare come se fosse normale.

Conosco gente. Tanta.
Si ride, si beve qualcosa di caldo, si condividono storie senza pensarci troppo. In traghetto le distanze si accorciano: non c’è fretta, non c’è un posto preciso dove andare se non avanti.

Quando arriviamo a Igoumenitsa, la Grecia mi accoglie così: senza grandi gesti, ma con una sensazione immediata di apertura. Qui succede qualcosa di semplice e bellissimo.

Conosco Simone e Francesca.
Ci siamo appena incontrati, ma decidiamo di proseguire insieme. Nessuna lunga discussione, nessun piano complicato. Solo un “andiamo” detto con naturalezza.

Affittiamo una macchina. Io alla guida, Simone accanto a me e Francesca sul sedile dietro.
La strada verso Lefkada scorre tra montagne, curve, silenzi e musica bassa.
Parliamo di tutto e di niente. Ci raccontiamo quel tanto che basta per sentirci già parte dello stesso viaggio.

Guidiamo verso l’isola con la sensazione di aver fatto la scelta giusta.
Non so ancora quanto durerà questo incontro, ma so che questo tratto di strada non lo dimenticherò.

È febbraio del 2000.
Sono partita da Roma, ho attraversato il mare, ho incontrato persone che fino a poche ore fa non esistevano nella mia vita.
Ora stiamo andando verso Lefkada insieme.

E il viaggio, quello vero, ha già cominciato molto prima di arrivare.

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