È l’8 febbraio del 2000.... compio 25 anni oggi.
Lo scrivo qui, sul quaderno, perché mi sembra più vero così.
La penna graffia un po’ la carta, fa freddo alle dita. Il mare è davanti, ma non luccica. È serio. Come se sapesse che oggi è un giorno importante.
Non c’è una torta. Non ci sono candeline. Non c’è nessuno che canta.
Eppure non mi manca niente.
Mi sveglio in un posto che non è casa.
Mi alzo piano, come se avessi paura di rompere qualcosa. Apro la finestra e respiro. L’aria è salata, entra nei polmoni e resta lì. Lefkada d’inverno non fa scena. Sta. Esiste. Basta.
Ho 25 anni oggi. Non li sento tutti addosso. Ne sento alcuni, quelli che pesano, e altri che non sono ancora arrivati.
Scrivo perché non so bene cosa fare di questo momento.
Scrivo perché se non lo fermo, scappa.
Penso a casa.
Penso a chi mi immagina lì, magari festeggiando senza di me.
Io invece sono qui, con uno zaino, un quaderno e persone incontrate da poco che oggi, stranamente, mi sembrano già familiari.
Simone mi sorride e dice “auguri” come se fosse una cosa semplice.
Francesca mi abbraccia forte, senza fare troppe domande.
Mi sento vista. Ed è abbastanza.
Mangiamo qualcosa di caldo. Brindiamo con quello che c’è. Rido più di quanto pensassi.
A 25 anni non so ancora dove sto andando, ma oggi so dove sono. E per ora mi basta questo.
Il mare resta lì, io resto qui.
Un altro anno è iniziato, lontano da tutto quello che conosco.
Scrivo sul quaderno:
25. Grecia. Inverno. Non sono sola.
Chiudo.
Ripiego la pagina.
Oggi va bene così.
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