È l’8 febbraio del 2000 e oggi compio 25 anni e il giorno inizia piano, tra caffè e silenzi.
Scendo in cucina per la colazione.
Il posto dove dormiamo è un casermone enorme, con tante stanze private e un salone condiviso. La cucina è vissuta, piena di voci e odori. Qui ci sono persone che non conosco, ognuna con il suo zaino appoggiato da qualche parte, come se fosse una firma.
Parliamo un po’. Raccontiamo da dove veniamo, dove stiamo andando. Io ascolto molto, dico poco. Non ci conosciamo, ma c’è già un senso di comunità, anche se fragile.
Dopo colazione, usciamo a esplorare l’isola.
Io, Francesca e Simone, appena conosciuti, andiamo a ispezionare Lefkada.
Le strade sono silenziose, il vento porta il profumo del mare. Passiamo per piccoli villaggi, scorci di spiagge deserte e stradine bianche che salgono e scendono tra le colline.
Ogni angolo ha qualcosa da raccontare. Ci fermiamo spesso, guardiamo, scattiamo qualche foto mentale, ridiamo per le curve strette e i cartelli strani.
È solo pomeriggio eppure l’isola già sembra nostra, come se ci stesse accogliendo piano, senza fretta.
La sera torna presto.
Ci sediamo a cena nella cucina condivisa, chiacchierando e mangiando un po’ di quello che c’è.
E poi succede. La luce si abbassa. Qualcuno spegne, qualcuno ride sottovoce.
Quando la riaccendono, davanti a me c’è una torta con le candeline accese.
Chi mi conosce lo sà, .... in queste occasioni, avrei pensato che fosse una festa a sorpresa, e già mi sarei dileguata in men che non si dica ... ma lì non conoscevo nessuno, non potevo immaginare quello che stava per accadere ....
La cucina esplode in un “auguri” improvvisato.
Persone che conoscevo solo poche ore fa battono le mani, ridono, cantano.
Francesca è tutta spumeggiante, felice di vedermi sorpresa, Simone sorride, complice.
Spengo le candeline senza pensare a un desiderio preciso.
O forse ne ho uno, ma resta mio.
Tagliamo la torta, ridiamo, mangiamo in piedi con il caffè al posto dello spumante.
È una festa semplice, disordinata e perfetta.
Scrivo sul quaderno:
25 anni. Grecia. Persone nuove che già sembrano casa.
Chiudo la pagina.
Sorrido ancora.
Il giorno è stato più pieno di quanto avrei immaginato.
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