Sto pianificando il mio prossimo viaggio.
Saranno dieci giorni a febbraio, e la meta è Lefkada, Grecia.
Non è la scelta più ovvia, lo so. In inverno la maggior parte delle persone evita le isole, cerca il caldo, il sole, la folla. Io no. Io voglio sentire l’isola in un altro modo.
Ho letto di spiagge deserte, mare d’inverno e vento che parla, e c’è un posto in particolare che mi attira: la spiaggia dei surfisti.
Dicono che lì le onde e il vento non siano solo elementi naturali, ma veri e propri attori della scena.
Quando ci arriverò, voglio stare lì, ascoltare il frangersi delle onde, sentire il vento tra i capelli, respirare l’inverno dell’isola. Deve esserci qualcosa di magico, qualcosa che non si può vedere in estate, quando tutti corrono, gridano, scattano foto.
Il viaggio sarà lungo: partenza da Roma, pullman fino a Brindisi, poi traghetto fino a Igoumenitsa. Da lì, macchina fino a Lefkada.
So già che incontrerò persone nuove lungo la strada, che nasceranno complicità improvvise, come accade sempre quando si viaggia così. E io voglio vivere tutto senza fretta, annotando tutto sul mio quaderno, pagina dopo pagina, come un diario che un giorno diventerà il mio blog.
In inverno, Lefkada è diversa.
Non è la cartolina turistica. È vera, silenziosa, intensa. È un’isola che ti invita a guardare, a sentire, a vivere con tutti i sensi. E io voglio perdermi lì.
Il conto alla rovescia è iniziato.
Zaino, quaderno, macchina fotografica e tanta curiosità.
Febbraio non arriva mai abbastanza presto.
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